Il perfetto Giardino Zen: guida a stili, materiali, posa e design
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Il perfetto Giardino Zen: guida a stili, materiali, posa e design

Se vuoi realizzare il tuo giardino zen per creare un ambiente pacifico che aiuti la meditazione e il rilassamento, sei nel posto giusto. Il Karesansui o Zengarden è una tipologia di giardino di origine giapponese le cui caratteristiche garantiscono un senso di pace e serenità.

Nell'articolo troverai informazioni sugli stili e sui materiali disponibili, ma anche metodologie di messa in posa, consigli pratici per i tuoi giardini zen “all'italiana” e alcune notizie storiche molto interessanti. Vediamo subito le questioni più importanti!

Stili e filosofia del giardino zen tradizionale, anche detto Karesansui

Il Karesansui, che significa letteralmente “natura secca”, è un termine che inizialmente si riferiva ad una porzione di giardino nobiliare giapponese, e solo tramite il buddismo zen è stato elevato a modello di giardino indipendente. Questi particolari giardini erano intesi dai monaci come delle rappresentazioni metaforiche e astratte della realtà.

In questo senso, ogni elemento di cui erano composti avevano un particolare significato. La ghiaia e la sabbia rappresentavano l’acqua e i suoi corsi d’acqua; le rocce più grandi simboleggiavano isole o montagne, mentre i muschi erano rappresentazioni della flora, cioè delle foreste.

A differenza dei tradizionali giardini giapponesi, i Karesansui, chiamati un po’ impropriamente “giardini zen”, non necessitavano di acqua, e potevano essere costruiti anche in zone molto secche.

Bisogna ammettere che il termine “giardino zen” potrebbe essere una costruzione occidentale del secolo scorso, viste le numerose differenze e peculiarità dei Karesansui originali. Ma una simile questione, degna di approfondimento storico, ci riguarda solo di striscio: oggi, in Europa, per giardini zen in architettura e arredo esterno si intendono piccole o grandi porzioni di giardino arricchite da elementi decorativi di rocce e pietre, posizionate su uno strato di ghiaia o ciottolo ben definito e lineare.

Materiali essenziali per un perfetto Giardino Zen

Ghiaia e sabbia, come se fossero acqua

Ti sarà sicuramente capitato di vedere, a casa di amici o in qualche ristorante etnico, un piccolo giardino zen in miniatura. Piccole cornici riempite di sabbietta, con qualche roccia e un rastrello per creare linee perfette e giochi con la sabbia. Ecco: in quelle miniature sono contenuti tutti i materiali essenziali per un giardino zen perfetto.

La ghiaia (o granulato) in una misura fine, viene spesso utilizzata al posto della sabbia per riempire le zone più ampie del giardino zen. La sabbia, infatti, rischia di essere spostata da venti e piogge, mentre la graniglia di marmo rimane più salda al terreno.

Non c’è una regola precisa per quale tipologia utilizzare. Che sia ghiaia di marmo bianco, o ciottolino di fiume, l’importante è che non sia di una misura troppo grande. Infatti, solo le misure più piccole possono essere ripassate col rastrello a creare linee e l’effetto delle onde.

Samon: i disegni tracciati sulla sabbia

La parola giapponese Samon (砂紋), si può scomporre in:

  • Sa (砂): che significa sabbia o ghiaia.
  • Mon (紋): che significa disegno, modello o motivo.

Quindi, Samon si riferisce letteralmente al "motivo tracciato sulla sabbia/ghiaia". Questo è il termine tecnico tradizionale usato per descrivere le linee sinuose e talvolta concentriche create dal rastrello sulla superficie del giardino zen, che sia sabbia o granulato fine.

Come anticipato, la sabbia e la ghiaia rappresentano simbolicamente le acque emerse: laghi, fiumi, o lo stesso oceano vengono rappresentati come natura secca da questi elementi decorativi, che possono a loro volta assumere significati diversi a seconda delle decorazioni che si intendono creare con essi, ma principalmente rappresentano i flussi dell’acqua e il movimento delle onde.

Ma la bellezza di utilizzare una ghiaia fine come superficie, è l’infinita possibilità di personalizzazione: linee, curve, figure geometriche o mucchi a rappresentazione di montagne e colline! Non solo ci si può sbizzarrire, ma proprio come le acque, che sono in continuo movimento, anche lo strato di ghiaia può essere modificato all'infinito.

Le rocce come montagne o isole

Oltre alla ghiaia fine o alla sabbia, anche le rocce acquisiscono una grande importanza nel concetto di giardini zen: in mezzo a mari secchi di granulato, si ergono rocce e grandi pietre che rappresentano isole o montagne.

Per lo più vengono utilizzate rocce naturali e non lavorate, ma nei giardini zen europei sono molto apprezzati anche ciottoli di grandi dimensioni, anche per la loro colorazione omogenea. E vengono distinte, nei Karesansui, le rocce verticali (tateishi) dalle orizzontali (yokoishi).

Molto importante è però la composizione asimmetrica, e la famosa regola dei numeri dispari. Infatti, tradizionalmente viene esaltata l’asimmetria, come principio che regola la natura, motivo per cui l’utilizzo di pietre in numero e disposizione irregolare viene preferita.

Certo, ognuno deve creare il proprio giardino zen secondo i propri gusti. Ma se vogliamo guardare alla loro funzione tradizionale, è importante ricordare che l’uso di numeri dispari nella composizione delle rocce è un elemento chiave per creare l'armonia, l'equilibrio e il senso di naturalezza e incompiutezza tipici dell'estetica dei giardini di natura secca come i giardini zen.

Piante ed elementi naturali: la vita nei giardini zen

Nei giardini zen, al contrario di quello che pensano molti, c’è spazio anche per la vita. Si chiamano “natura secca” solo perché, a differenza dei giardini tradizionali giapponesi, non sono presenti fonti d’acqua corrente, ma questo non significa che non si possano dedicare spazi precisi ad alcune forme di vita vegetale.

Il concetto importante è uno solo: l’essenzialità. Pochi elementi a crescita controllata e bassa manutenzione. Uno degli elementi più apprezzati è sicuramente il muschio, che se trova l’habitat giusto può durare molti anni pur crescendo con molta moderazione. In più, si presta bene alla maggior parte dei climi italiani.

Altri elementi diffusi sono piccoli alberi ed arbusti, ad esempio il pino nano e l’acero giapponese. Sono tutti alberi con una crescita lenta, che va comunque controllata, e richiedono una minima manutenzione annuale. Non si può certo non parlare del bambù, altro elemento tipico della cultura giapponese, ma con un’avvertenza: il bambù è una pianta molto invasiva, e se non coltivato con cognizione di causa rischia di invadere ogni spazio verde.

Elementi aggiuntivi della tradizione giapponese

Alcuni elementi aggiuntivi che si possono trovare all'interno dei giardini zen tradizionali, sono le famose lanterne di pietra, dette Tōrō, e piccoli ponti di legno utilizzati per attraversare i “laghi” di ghiaia senza creare disordine nelle linee create col rastrello.

Alcuni inseriscono anche delle piccole vasche per l’acqua, chiamate Tsukubai, piccole vasche poste spesso all'ingresso dei giardini. Venivano riempite d’acqua continuamente, perché venivano utilizzate per “purificarsi”, lavandosi le mani, il viso, e sciacquandosi la bocca prima di entrare in un luogo sacro, come se fosse un tempio.

Guida pratica alla posa e alla costruzione

Progettazione e preparazione del terreno

Un aspetto fondamentale del giardino zen, oltre alla scelta dei materiali e della posa, è la scelta del posizionamento. Il giardino zen non è pensato come un luogo da “attraversare”, se non in casi particolari e su vie ben definite. Questo particolare tipo di giardino è sempre stato considerato come un luogo da “contemplare”!

Per questo è importante che sia non solo adiacente alla casa, ma visibile dai luoghi della casa più frequentati: che sia il salotto, la cucina o lo studio, deve poter essere accessibile alla vista per godere dei suoi effetti meditativi e per favorire la pace interiore.

Inoltre, predisporre un sistema di drenaggio è fondamentale per garantire al giardino zen la stabilità di ghiaia e composizioni. Quindi, oltre alla scelta dei materiali, alla creazione di un disegno preliminare e alla decisione sul posizionamento ottimale, considera di preparare una lieve pendenza del terreno: le acque piovane scorreranno via, e il livello potrà essere pareggiato grazie all'uso della ghiaia.

Aspetti fondamentali: prevenzione di erbacce e drenaggio

Abbiamo già parlato di quanto sia importante il drenaggio delle acque, ma con esso un altro fattore essenziale è la prevenzione della crescita di erbacce. Dopo aver preparato il fondo, con la pendenza necessaria al fluire delle acque piovane, il metodo migliore per garantire drenaggio ed effetto pacciamante insieme, è l’utilizzo di un telo geotessile sotto alla ghiaia.

Questo telo pacciamante non solo garantisce il corretto drenaggio delle acque, evitando situazioni di ristagno, ma impedisce alla luce di arrivare al terreno: è grazie a questo aspetto che si impedisce la crescita di erbe spontanee. In questo modo, la manutenzione del tuo giardino zen sarà ancora meno richiesta.

Posa di rocce, elementi strutturali e ghiaia

Dopo aver posizionato il telo e il sistema di drenaggio, è il momento di “disegnare” e delimitare le aree che conterranno la ghiaia. Per questo ti consigliamo di utilizzare delle apposite bordure, così da impedire che strati diversi di ghiaia si disperdano.

Poi, prima di passare alla posa della ghiaia, procedi a posizionare le pietre grandi e le rocce. Saranno più semplici da posizionare, e quando aggiungerai la ghiaia sembreranno ben interrate e più naturali.

La profondità dello strato di ghiaia va dai 5 ai 10 cm, ma per un effetto ottimale ti consigliamo di abbondare nella quantità. Più è spesso lo strato, più è facile passare il rastrello senza far emergere il telo sottostante.

Adesso, non ti resta che utilizzare il rastrello per creare le onde e le forme che più preferisci! E ricordati: è vero, i giardini zen tradizionali seguono regole ben precise. Ma, a meno che tu non sia un monaco che ha l’obbligo di seguire certe regole, l’unica regola è che abbia un effetto benefico su di te. Quindi, le forme e le composizioni le decidi tu!

Ispirazione e manutenzione

Lo sappiamo, non tutti hanno a disposizione grandi giardini per progettare spazi adatti ad ospitare il Karesansui. Ma non preoccuparti: che siano grandi o piccoli, i giardini zen si adattano a qualsiasi superficie. Puoi crearli anche in balconi e terrazzi, ma pure in nicchie esterne di palazzi e condomini.

Le possibilità di personalizzazione sarebbero davvero infinite. Molto in voga è l’uso di lanterne sparse, e luci soffuse per poter godere degli effetti benefici del giardino zen anche di notte. E per chi ha uno spazio adeguato, l’integrazione di panchine o pavimenti in legno sono perfette per offrire spazi comodi di meditazione.

Manutenzione del giardino zen

I giardini zen non necessitano di grande manutenzione. Puoi modificare l’effetto “onde” in qualsiasi momento e modo, a seconda dei tuoi gusti, ma ricordati sempre di avere il rastrello adatto al risultato che vuoi ottenere.

Più attenzione è necessaria quando inserisci piante e specie vegetali: gli alberi perdono foglie, che vanno rimosse, ma anche elementi meno invasivi come muschi e arbusti necessitano di una cura, non costante ma frequente.

Sei pronto per creare il tuo giardino zen?

Bene, con tutte le informazioni che ti ho dato, sei sicuramente pronto a progettare il tuo Karesansui ideale. Prima di passare all'opera, ricorda di definire bene i materiali che vorresti utilizzare e il disegno che vuoi ricreare, tutto in funzione dell’effetto finale che vuoi ottenere.

Se hai dei dubbi su granulati, rocce e bordure, non esitare a scriverci! Siamo a completa disposizione per aiutarti nella scelta migliore, e se hai delle foto del tuo giardino zen finito saremo felicissimi di vederle.

Buona meditazione!

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